#AffidoCondiviso: come avete organizzato la condivisione dell’affido?

Rispondendo a Lu, porto la mia esperienza di affido condiviso.

Mi sono separato ormai più di 5 anni fa, in tempi che io non avevo mai sentito parlare di mediazione e non sapevo cosa volesse veramente dire affido condiviso.
Quindi nessuno mi ha suggerito la mediazione preventiva; parlandone oggi, appunto dopo 5 anni durante i quali sono dovuto diventare un esperto in materia, devo dire che mi sarebbe piaciuto affrontare dei colloqui con dei mediatori esperti e magari visionari, in senso buono, come quelli che hai trovato tu.
Da parte mia, avrei accettato volentieri una spartizione paritetica dei tempi di frequentazione con i miei figli che all’epoca avevano sei anni e invece mi son trovato a parlare con avvocati senza scrupoli che mi hanno consigliato di fare la guerra senza quartiere, di resistere e di non cedere.
Cosa ho ottenuto? niente di più del minimo sindacale che mi sarebbe spettato comunque: la papà cena del mercoledì e un week end a settimane alterne.
Tra l’altro nella sentenza si legge “genitore collocatario” sebbene nella legge 54/06 questa definizione non è neanche prevista.
Ormai l’affido condiviso lo danno a tutti, a meno che non ci siano gravi motivi ostativi, ma questo non vuol dire 50 e 50 e da parte mia non è giustizia.
Il padre non è una figura marginale, anzi, il suo ruolo ha un’importanza fondamentale.
Magari con la mediazione sarei riuscito ad ottenere qualche beneficio in più relativamente ai tempi di visita con i miei figli ma così non è stato.
La mediazione deve essere affrontata in modo propositivo e mai con l’atteggiamento del “tanto nessuno mi farà cambiare idea”; se vissuta come un’opportunità di capire i bisogni e criticità dell’ex partner può portare sicuramente a dei benefici non solo per entrambi ma anche e soprattutto per i figli che con un affido condiviso vero, avranno la possibilità di vivere bene entrambi i genitori (e i nonni e gli zii).
Pensando a quanto hanno consigliato a Lu a prima vista sembrerebbe un po’ sballottato questo figlio però probabilmente considerato il fatto che i genitori abitano nello stesso palazzo, probabilmente non se ne accorgerà neanche e, secondo me, passati i primi tempi sarà lui a dettare l’agenda a loro e non viceversa. (sono forti i nostri ragazzi!!!).
Per quanto mi riguarda una corretta applicazione dell’affido condiviso potrebbe essere il sistema della settimana alternata in modo da limitare l’eccessivo ping pong, però effettivamente la situazione dipende da così tanti fattori e poi davvero, alla fine, i ragazzi decidono loro con chi stare e quanto starci, cosa fare e come farlo; col tempo anche i rapporti anche solo di cortesia, che ora a Lu sembrano compromessi, si assesteranno verso una cordiale normalità, non ci si può fare la guerra in eterno.
Sono convinto che “il cuore di mamma = il cuore di papà” percui è sempre meglio una valigia in più che un genitore in meno.

Al di là del Buco

Mi scrive Lu:

Vorrei sapere se fosse possibile confrontarmi con genitori separati che hanno già in atto l’affido condiviso da tempo.

Vorrei capire con quale modalità, che tempi di permanenza dall’un@ e dall’altr@ genitore, e se i bambini hanno trovato beneficio vorrei capire in cosa ed esattamente come.

Non sono sposata, per cui al momento stiamo facendo mediazione presso un centro. La mia speranza era di percorrere questa strada per ‘abbattere’ i conflitti e poter serenamente separarci. Per ora è pura utopia. Domani chissà.

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