Separazioni – Istruzioni preventive per l’uso

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Una coppia che si vuole sposare…

Se stai pensando a sposarti  la prima cosa da fare è la separazione dei beni che comunque un minimo ti tutela.

Non ritenerti egoista, è per il tuo bene e dei beni solo tuoi; la tua Lei storce il naso?  Puoi sempre  far passare il concetto che nel caso tu avessi dei debiti in questo modo eviteresti di accollarli a lei… e comunque funziona anche viceversa.

Lei è straricca? probabilmente te lo proporrebbe lei…

Hai una casa acquistata prima del matrimonio? Comunque rimane tua, anche nel caso in cui solo successivamente viene costituita la comunione dei beni ; infatti, la comunione ha valore solo dopo, però… pagare il mutuo utilizzando un conto corrente cointestato presta il fianco a dubbie interpretazioni ed eventuali pretese in sede di separazione (l’abbiamo pagata entrambi la casa!!!! Mi spetta!!)

Certo che la cosa si complica nel caso in cui la casa viene comprata insieme utilizzando dei soldi comuni o che entrambi contribuiscono a pagare il mutuo,  per la legge anche con la separazione dei beni (50% ciascuno) viene considerata una comunione de facto…

La soluzione migliore sarebbe che solo uno dei due compra la casa e se la intesta e si accolla il relativo mutuo

In caso di separazione, la prima strada che si consiglia di percorrere è la mediazione familiare preventiva, che, forse, consentirà di trovare insieme ad un “terzo” una via d’uscita soddisfacente per tutt’e due.

Secondo me una strada percorribile senza morti e feriti è la vendita della casa e la divisione del ricavato in modo equo.

Nel caso che ci sia un accordo si parla di “separazione consensuale” mentre nel caso di scontri apocalittici che non hanno consentito alcun accordo si parlerà di “separazione giudiziale”; nel primo caso basterebbe anche solo un avvocato (senza figli si può anche solo compilare un modulo in tribunale e si fa da sé) e ci vogliono 6 mesi di tempo; nel secondo caso ci vogliono un avvocato ciascuno e possono volerci anche anni per arrivare ad una sentenza di separazione (il giudice valuta le pretese di entrambe e decide lui).

Una separazione può partire giudiziale e poi sollecitati dal giudice a trovare un accordo diventa consensuale. (lui cala le braghe e accetta le condizioni di lei…. Solitamente)

Semplificando, aIdilà di qualsiasi fantasioso accordo si riesca a sottoscrive, nel caso di una separazione “non consensuale” si aprono questi scenari:

  • entrambi i coniugi sono lavoratori dipendenti la casa è intestata a lui: il giudice valuta qual è il coniuge debole e potrebbe non corrispondere con il proprietario di casa poi però la casa viene nella maggior parte dei casi (non sempre) restituita a legittimo proprietario a fronte di un riconoscimento economico (assegno di mantenimento del  oniuge)…. Anche 1/3 del tuo stipendio con la “scusa” che bisogna garantire lo stesso tenore di vita al coniuge debole come se fosse in costanza di matrimonio (di fatto o perdi la casa o gli passi dei soldi che le consentono di affittarsi qualcosa) e purtroppo recentemente la Cassazione ha accolto il ricorso di una signora che voleva vedersi riconosciuto il tenore di vita futuro che quindi avrebbe avuto se fosse rimasta sposata con il marito.
  • casa intesata a lei, si lavora entrambe: a parità di reddito, tu te ne vai e ma non pagherai  assegni di mantenimento.
  • solo Lui lavora, la casa è intestata a entrambeL : perdi la casa che viene assegnata a lei e gli dovrai passare un assegno di mantenimento di certo, oltre a continuare a pagare metà del mutuo (la casa rimane comunque tua al 50% solo sulla carta… non potrai disporne e per la vendita la vedo molto dura – devi sperare che si stanchi di pagare delle spese di gestione elevate e quindi si convica a venderla)
  • solo lui lavora, la casa è intestata a lei: la casa rimane a lei certamente (già era di sua esclusiva proprietà, ma in questo caso il giudice non sprecherà neanche un secondo per verificare chi è il coniuge debole), tu te ne vai e gli passi l’assegno di mantenimento.

Quindi nel 99% dei casi la donna a prescindere è considerata soggetto debole e siccome di solito ha un stipendio inferiore, nel caso in cui la casa è tua, comunque viene affidata a lei….

Va da sé che parlavo di casa, ma gli stessi ragionamenti si possono applicare anche ad una macchina…: hai comprato due macchine, una la usa lei… anche se è intestata a te… verrà deciso che rimanga a lei.

IN CASO DI FIGLI: i figli di coppie sposate o conviventi davanti alla legge sono uguali

La legge di riferimento in caso di separazione è la 54/2006 e si applica anche alle coppie conviventi e non solo a quelle sposate.

Pertanto il figlio viene affidato congiuntamente ad entrambi i genitori e, se per varie ragioni – quali la lontananza tra le abitazioni dei genitori, un bambino molto piccolo, la difficoltà di comunicazione dei coniugi, …- il bambino non può passare lo stesso tempo presso ciascun genitore verrà collocato stabilmente presso uno di essi e sarà lo stesso Giudice (anche nel caso di coppie conviventi la competenza recentemente è passata al Tribunale Ordinario (*)) a stabilire le modalità di permanenza (ovvero di visita) presso il genitore non collocatario. In tal caso, il genitore collocatario (visto che avrà il bambino per più tempo) avrà diritto a ricevere un assegno di mantenimento per il minore. Le spese straordinarie (scolastiche, mediche, …) saranno divise al 50%.

A prescindere c’è da notare che il termine COLLOCATARIO nella legge non è inserito ma di fatto questa è l’interpretazione data dai giudici e avvocati e questo la dice veramente lunga.

Il fatto che la coppia sia SOLO  convivente e non sposata implica che la persona economicamente più debole (la madre, ovvio) non avrà diritto nè all’assegno di mantenimento suo nè all’assegnazione della casa (ovviamente se non è di sua proprietà)

Inoltre, nel caso in cui il bambino passi lo stesso tempo presso ciascun genitore, nessun assegno di mantenimento sarà previsto e i genitori si limiteranno a dividere al 50% le spese straordinarie (da considerare che questi casi si contano sulla punta delle dita)

Dati istat dicono che a seguito dell’interpretazione dei giudici della normativa il 92.1% i minori vengono collocati presso le madri alle quali spettano i soldi per il mantenimento dei figli

Il consiglio è sempre quello di rivolgersi quanto prima al tribunale (magari con un ricorso unico presentato congiuntamente da entrambi i genitori) affinchè quest’ultimo decida sulle modalità di gestione del bambino e quindi ratifichi eventuali accordi presi dai genitori.

Per finire, se la madre non ha abitazione propria e reddito (e non potendolo ricevere dall’ex compagno a meno che quest’ultimo non decida liberamente di versarle qualcosa) sono obbligati agli alimenti le persone indicate dall’art. 433 cod. civ..

All’obbligo di prestare gli alimenti sono tenuti, nell’ordine:
1) il coniuge [ 129 bis, 156 comma 3];
2) i figli legittimi o legittimati o naturali o adottivi, e, in loro mancanza, i discendenti prossimi, anche naturali;
3) i genitori [ 279] e, in loro mancanza, gli ascendenti prossimi, anche naturali; gli adottanti;
4) i generi e le nuore;
5) il suocero e la suocera;
6) i fratelli e le sorelle germani o unilaterali, con precedenza dei germani sugli unilaterali [ 439].

Quindi fare figli coinvolge il mantenerli da parte di tutta la famiglia di riferimento nel caso che il genitore biologico se ne sbatta…

In caso di matrimonio naturalmente  oltre a quello previsto per chi non ha figli per eventuali beni immobili, si aggiunge anche ciò che è previsto dalla legge 54/2006 per l’affido e il mantenimento della prole;

  • casa a lei
  • mantenimento dei figli (200/300 per figlio minimo)
  • mantenimento a lei se non ha reddito (€ dipende dal divario di reddito)

e tu spera di poter contare su uno stipendio che ti permetta di affittare una casa oppure non ti rimane che tornare a casa da mamma e papà…

Siccome ci sono figli, è obbligatorio farsi assistere da un avvocato almeno e rivolgersi a tribunale ordinario che ratificherà la separazione consensuale oppure avvierà gli accertamenti e le valutazioni per la separazione giudiziale…

Non ha alcun valore il fatto dell’abbandono del tetto coniugale oppure del fatto che sia colpa di uno o dell’altro la separazione… il giudice in prima istanza autorizza la ex-coppia a vivere separatamente e determina le condizioni di affidamento dei figli (luogo e soldi): il luogo sarà sempre la casa coniugale per non traumatizzarli…

Il giudice non entra neanche nel merito della proprietà immobiliare, ovvero non può obbligare nessuno a vendere la casa, decide solo sul rapporto di coppia, sulle condizioni di divisione dei beni e sull’affidamento dei figli.

Nei casi più gravi può disporre una CTU (consulente tecnico d’ufficio) cioè uno psicologo incaricato di fare delle valutazione sui soggetti coinvolti e di solito quando non c’è consenso tra le parti, quest’ultime possono farsi assistere da un CTP (consulente tecnico di parte).

In sostanza alla fine si può riassumere tutto come un gran casino e come si può ben immaginare finché si va d’accordo sono rose e fiori ma quando si spezza qualcosa, probabilmente si spezzeranno anche le gambe del maschietto. Oggigiorno l’uomo non è assolutamente tutelato e nonostante tutto il cianciare delle femministe che reclamano a gran voce le quote rosa, le donne al vertice e tutto il rosa possibile, la legislazione di famiglia italiana è quanto di più femminista esista su questa materia.

Nel Stati Uniti, vanno per la maggiore gli accordi prematrimoniali, illegali da noi e figurati se si andasse a proporre una cosa del genere alla propria fidanzata anche in forma privata, si indignerebbe all’inverosimile anche perché in Italia manca la cultura su queste cose; sarebbe un gesto di civiltà e buonsenso ma non è immaginabile poiché le donne italiane sanno di avere dei diritti inviolabili: la casa coniugale e i figli… poi magari sono le prime che se ne fottono ma… saranno le prime ad indignarsi, a non far vedere i figli ai padri che vogliono fare i padri, a pretendere sempre più soldi e a non volere che gli exmariti si rifacciano una vita.

(*) errata corrige: ho modificato il pezzo su una cortese segnalazione, inizialmente riportavo il Tribunale dei Minorenni e non mi ero ricordato  che qualche mese fa in effetti la competenza su tali materie è passata al tribunale ordinario.

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2 comments

  1. in caso di famiglie di fatto, non si va più al T d M ma in quell’ordinario. da qualche mese c’è stato questo cambiamento. e poi… perchè dai per scontato che è sempre l’ex-marito a rimetterci? questo è in base alla tua esperienza. di fatto accadono entrambe le situazioni, padri che diventano invisibili, che non passano il mantenimento e blablablabla….ciao!

    • hai ragione, grazie della segnalazione e ho modificato l’articolo; in effetti non mi ricordavo più questa cosa importantissima e che era compresa nella riforma che equiparava i figli naturali ai figli legittimi; mi son perso nei meandri… 🙂 non pretendo di essere un luminare di giurisprudenza, ma solamente un papà separato che si interessa di questa materia e che si considera tutto sommato fortunato rispetto alle situazioni che vivono tanti papà che ho conosciuto in questi ultimi 5 anni, ho sentito tantissime storie ben peggiori della mia che hanno dovuto affrontare di tutto e di più.
      A mio parere, è vero che ci sono anche padri assenti che si comportano male e questi vanno condannati, ma per fortuna rappresentano una minoranza e non va condannata la totalità dei padri separati come spesso succede. Tanti padri che conosco hanno subito angherie da parte della ex, vorrebbero poter essere presenti di più ma spesso è loro impedito… soffrono economicamente e fanno fatica ad arrivare veramente a fine mese e se non fosse per le compagne che gli stanno a fianco non avrebbero potuto rifarsi serenamente una vita quasi normale; per non parlare proprio delle nuove compagne vessate a loro volta e discriminate.
      Insomma per la mia esperienza le cattiverie non sono divisibili 50 e 50 e questo dipende proprio dalla disparità di percentuali di affidamento dei figli, dalle richieste economiche e dalla condizioni un po’ troppo di parte; ci fosse una vera tutela della bigenitorialità, l’affidamento alternato e il mantenimento diretto sarebbe tutta un’altra storia.
      Poi, tante persone=tante esperienze diverse, magari ho conosciuto solo storie andate male e sicuramente ci saranno tante storie a lieto fine.

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