Punti di vista

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Quando si conosce per la prima volta una persona è normale farsi le domande del tipo: sei sposato? Hai figli?

Capita ormai di frequente sentirsi rispondere: “sono separato..” e quindi a quel punto s’intavolano le solite frasi di rito: “anch’io” e poi l’immancabile “ti capisco” e ovviamente tale concetto viene espresso e recepito con uno sguardo d’intesa che sta a significare: ne abbiamo viste delle belle, anche adesso siamo nelle pesti ma ne usciremo, ritroveremo la serenità e addirittura vivremo meglio…

Capita altresì di sentire: “ho anch’io dei figli e meno male non sono separato…” lasciato cadere in fretta…; invece mi piacerebbe raccogliere questa testimonianza: perché mi dici così? Credi sia una malattia contagiosa? Le risposte che sentirai sono: so cosa succede quando ci si separa: il marito viene buttato fuori casa, spesso non sa dove andare, spesso viene messo in condizioni di vero e proprio disagio sociale e se ci sono dei figli deve ridimensionare il rapporto avuto con loro fino a quel momento… a volte perde proprio la possibilità di vederli, inizia la gogna familiare e le amicizie si volatilizzano o si mettono contro, si perché nel preciso istante che viene ufficialmente comunicata al mondo la fine della coppia, tale mondo si spacca in due schieramenti ben contrapposti e parte la guerra senza neanche una risoluzione dell’ONU dove il marito è il palestinese e la moglie è la Israeliana…

…ecco, noi ex mariti da sempre viviamo nella striscia di Gaza…

Tra l’altro il “meno male non sono separato” mi lascia sempre un po’ perplesso, sembra nascondere una certa solidarietà indiretta, poiché nel caso dell’uomo separato “ormai si sa” che la situazione peggiorerà senza tutele e solo calate di braghe… e non c’è legislazione che tenga, potranno anche votare ed approvare una legge che imponga l’uso del cognome a settimane alterne ma non cambierà mai niente nella mentalità femminocentrica. La Mamma è e sempre sarà La Mamma e come dice il detto: “la madre è certa il padre no” e la gente si riempie la bocca con queste frasi addirittura di 2000 anni fa che la dice lunga sul quanto è radicata questa educazione…

Francamente nonostante la situazione sia peggiorata a livello economico personale e ogni giorno si vivono situazioni al limite della decenza, io ho vissuto la separazione come una vera e propria liberazione, mi sono sentito un profugo salvato.

Questa società che tutela le madri al pari dei panda minacciati dall’estinzione, anche se non lo sono, si dimentica dei padri i quali vengono lasciati andare al loro destino come una nave nella tempesta, e questo non è più ammissibile, c’è bisogno di entrambi, uomo e donna, con pari diritti e pari dignità che orgogliosamente portino avanti la vita uniti e non divisi sempre di più come succede adesso.

Purtroppo finchè continuerà la disparità di trattamento anche nelle aule di tribunali dove giudici oberati dal lavoro s’affidano a moduli prestampati per fare più in fretta e si può leggere “ …affidato alla madre” senza contemplare il resto della coppia e senza fare soprattutto le giuste valutazioni del caso specifico ma ci si affiderà solamente alle consuetudini: il “modello milanese” o “qua al Sud si fa così”, non si riuscirà mai a risolvere le conflittualità che proprio questo modo di fare e vedere le separazioni fanno insorgere.

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