Il vero social network è una partita di pallone

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Papi andiamo a fare due tiri?

Ovvio che si!!! È la risposta giusta, si spengono le varie console e smartphone vari e giù al campetto.

Naturalmente i due tiri si trasformano presto in una partita di finale di Champions league con tanto di nomi dei calciatori urlati ad ogni tiro, piroetta o parata: un tutti contro tutti in esilaranti caricature dei calciatori preferiti con le varie esultanze 🙂 ed è una gioia per gli occhi e lo spirito! Vedi i tuoi figli crescere in modo sano, con amicizie vere, con nomi veri e con sudore vero.

Per non contare le regole inventate lì per lì: “il pallone è mio quindi decido io” rimane quella fondamentale come una sorta di condono tombale e tra l’altro è universalmente tollerata…

È bello constatare che certe belle abitudini si siano tramandate per generazioni e non hanno ancora perso valore, cosa c’è di più sano di un gioco al parco tra bambini? Niente e niente potrà sostituirlo.

Gli amici del quartiere, poi, diventano il tuo mondo, la tua crescita personale e senza saresti perso, quando ero bambino e finiva la scuola, il primo pensiero era uscire con gli amici, che bei momenti!!! Tornassi indietro rifarei tutto, niente escluso e come ci si divertiva!!! Una palla e una bicicletta e ti sembrava di governare il mondo; alle bambine bastava addirittura un elastico.

Una volta, tuttavia, si poteva andare al parco da soli anche a 10 anni, oggi anche se è possibile, c’è la fobia di lasciar soli i ragazzi; eppure quanto si imparava a star da soli a decidere, a dirimere questioni e a scegliere il da farsi e non è mai successo niente di irreparabile, al limite tornavi a casa senza il pallone ma imparavi a cavartela da solo, non si portava neanche l’orologio, altro che telefonino e all’ora di cena, partiva il grido della mamma dal balcone: “è prontooooo!!!”

Nell’era del web e delle app è veramente tutto più difficile, con questa mania del fare tutto online si tende a non uscire più di casa e a stare connessi tutto il giorno: cambi nome utente dieci volte all’ora, commenti, giochi e pensi di divertirti e invece stai solo cercando di non sparire nel dimenticatoio delle conoscenze; perché “se non interagisci non esisti”, niente di più falso.

Pur non essendo un contrario al web, anzi, bisogna, però, riconoscere l’importanza fondamentale dei rapporti umani e concreti sia per i ragazzi che per noi adulti allo stesso modo e con qualche accortezza si può cercare di superare l’eremitaggio imposto: per esempio comprare solo videogame dove si possa giocare almeno in due, tipo quelli sportivi e imporre un limite di tempo da dedicare a questi divertimenti, nei casi più estremi bandirli proprio come d’estate… la stagione più bella da vivere all’aria aperta.

Sta a noi genitori far scoprire ai nostri figli questo piacere per poi preservarlo nel futuro, un futuro che cercherà in ogni modo di isolare le persone  in quest’insana virtualità.

Ora vado, mi reclamano, devo arbitrare una serie di rigori tirati col calcio rotante.

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Un commento

  1. E credimi, i bambini si divertono diecimila volte di più con un pallone fra i piedi, che non con le dita sul videogame. Lo sport ed il gioco all’aria aperta sono e resteranno sempre il top. Sta a noi genitori insegnare la bellezza della vita… certo che ci viene più comodo saperli sul divano di casa, piuttosto che al parco da soli, visto la gente che c’è in giro. Ma faremo un sacrificio in più, e li porteremo a giocare al parco. E poi dai… *sacrificio*… ma se ti sei divertito più tu di loro!!! 😀

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