Attenzione alla maledizione del competente sul #lavoro

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Il mondo del lavoro è fondato su due principi basilari. Il primo è la regola: FAI CAZZATE FAI CARRIERA quindi più casini combinerai e più promozioni riceverai. L’altro principio verissimo è la MALEDIZIONE DEL COMPETENTE. Più sei competente, più ti verrà affidato lavoro da svolgere non retribuito e ti saranno attribuite responsabilità alla fine non riconosciute.

Questi principi sono talmente veri che ognuno di noi potrebbe fare infiniti esempi, ognuno di noi saprebbe perfettamente in quale lista inserire le persone che lo circondano: dai personaggi pubblici fino ai colleghi di ufficio. E’ un male troppo comune che anche solo pensarci e fermarsi a riflettere assume la forza di un pugno nello stomaco.

Le due categorie non si incontreranno mai, non ci sarà mai il rischio che un competente dopo aver fatto una cazzata si ritrovi a far carriera. Anzi il competente che sbaglia si ritroverà a pagare anche le colpe del “fai cazzate, fai carriera”. 

99 volte su 100 il “fai cazzate, fai carriera” è il tuo capo e ricopre quel ruolo proprio in funzione della Regola. 

Inoltre anche se è tipico degli ambienti pubblici (forze armate, ministeri, enti, aziende parastatali) il privato non è certo da meno, anzi! Il “fai cazzate fai carriera” è il supercazzola del lavoro, è quello che decide lui in un secondo dopo che tu, che sei competente, ti sei affannato sul problema per una settimana analizzando tutto il possibile.

Tutto questo è la disarmante fotografia del nostro paese, governato da gente inesperta che si crede tale solo perchè ad ogni loro cazzata al posto delle meritevoli punizioni sono stati sostenuti, capiti ed infine promossi; forse per non far commettere lo stesso errore in futuro ma ormai il danno è stato fatto.

Invece il solito competente è talmente bravo nel suo lavoro che nessuno si sognerebbe di spostarlo ad altro incarico proprio perchè non si riuscirebbe a trovare un altro competente al suo posto; c’è troppa possibilità di imbattersi in un “fai cazzate, fai carriera”.

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2 commenti

  1. Io vedo che vige la regola del buon senso all’inverso.
    Ovvero:
    il buon senso è inversamente proporzionale all’altezza dell’incarico aziendale.

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