video Festa del Papà – Colibrì

Dal sito di Colibrì – Coordinamento interassociativo libere iniziative per la bigenitorialità e le ragioni dell’ infanzia

http://www.colibri-italia.it/2013/03/fra-amore-e-denuncia-il-video-della.html

Un video d’amore verso i nostri padri in senso assoluto e verso il ruolo che la paternità riveste, ma anche una vera e propria denuncia di sofferenza sociale imposta da istituzioni stanche e lontane dal sociale, quali i tribunali, nonchè i molti professionisti che campano sul disaccordo genitoriale ma anche i discussi servizi sociali, e ad un atteggiamento comune logoro e conveniente che intravvede in ogni separazione qualcuno che debba “pagare” aprendo uno scenario separativo ove una figura fra i due coniugi papà e mamma, può e deve essere sacrificata, indipendentemente dal fatto che vi sia un diritto dei minori di beneficiare di entrambi i genitori.
Viviamo un epoca caratterizzata da non adeguatezza, da non ascolto, un epoca che sta lasciando il segno sia nel mondo politico con le ultime elezioni, una sorta di auspicabile rivoluzione copernicana che speriamo davvero possa dare nuova vita alla scena socio politica del paese. Notiamo, nella casualità degli avvenimenti anche una evoluzione che si prospetta nel mondo cattolico, con l’elezione di un Papa che offre ad ogni occasione segnali di un atteggiamento semplice ed amichevole, vicino alla gente comune, è proprio questo senso di “VICINANZA” che la gente avverte come il grande assente da decenni in molteplici ambiti dello stato. Quando questo avverrà ad esempio nella magistratura, quando nei tribunali italiani?

Al contrario di Politica e Chiesa, questa percezione di sofferenza sociale imposta, non offre invece spiragli di cambiamento, e mentre osserviamo la rivoluzione in atto, qui non cogliamo ancora nulla che ci parli di un vaccino, una soluzione, una nuova visione, di una crescita agognata delle istituzioni, rimaniamo così stupiti ogni giorno nell’osservare prassi distruttive e format sociali imposti assai lontani dal modo di “sentire” della gente. Eppure noi lo abbiamo notato, il Il ruolo paterno è mutato, la figura femminile altrettanto, grazie ad una diversa propensione, da parte degli uomini, assai più sensibili di un tempo a condividere compiti di cura e accudimento della prole, e certi del loro ruolo genitoriale e familiare.

Il video evidenzia il legame figli-padri, costituito dall’evoluzione di una relazione che a partire dai primi mesi di vita ha segnato un percorso di crescita e quindi una devozione non solo genetica ma affettiva verso la figura paterna, il video prosegue e ci riporta all’oggi, ove si prospetta un sorta di “complotto genetico istituzionalizzato” mirato invece all’eliminazione della figura paterna, in virtù di consuetudini logore che identificano in un solo genitore, la figura indispensabile per crescere i figli.

Possiamo parlare di IMMATURITA’ ISTITUZIONALE che non rende affatto merito all’acuita sensibilità di uomini e donne, nè alla mutazione sociale, riproponendo solo una visione lontana dai bisogni della società. Ammettendo che solo una parte della responsabilità è propria dei cittadini ai quali manca una “cultura separativa”, che potrebbe diventare un interessante spunto per tutti coloro che al governo decidono le politiche sociali, ma la domanda sorge spontanea: – E…. la giustizia e le istituzioni sociali, che anzichè cercare di aiutare, unire, salvare, sono troppo spesso orientate ad una vera e propria operazione chirurgica? Si dimenticano che questo ha ripercussioni dirette sulla pelle dei cittadini, e sorpassando le loro volontà personali, anche quando i padri decidono consapevolmente che l’unica separazione da evitare:- E’ SOLO QUELLA DAI SUOI FIGLI-

Permanga dunque il più possibile il senso di -festa- e si festeggi la relazione padri-figli almeno per chi un papà ce l’ha, poichè osserviamo tantissimi papà che in seguito a sentenze assurde sostano in un parcheggio di emarginazione ed i figli non li vedono da mesi o da anni, impediti nella frequentazione e quindi nella creazione di quell’importante legame primario con loro, e avvenimenti pilotati da prassi noncuranti della posta in gioco, a totale discapito della loro relazione coi figli e del radicamento affettivo ma anche educativo, morale, etico, psicologico, cognitivo, e chi più ne ha più ne metta.
Mentre rivolgiamo a tutti i Papà i nostri auguri, salutiamo Francesco Toesca, al quale va il nostro ringraziamento per averci concesso l’utilizzo della sua intervista, che abbiamo riportato in parte, alla fine del video, come contributo audio ( 2′:30″) assolutamente in linea col senso della nostra protesta, a testimonianza della sorte di migliaia di bambini, privati per così tanto tempo del loro papà.

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