80 euro serviranno ad arricchirci?

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Stanno arrivando i mitici 80 euro. Serviranno? Ci faranno sentire più ricchi? Li spenderemo? Andremo finalmente in ferie?

Non credo. Forse qualcuno voterà PD per ringraziare il Matteo nazionale. E basta…

Quindi nel dettaglio chi non ha niente continuerà a non aver niente, chi ha qualcosa prenderà questi benedetti 80 denari a decrescere, per fasce, chi più chi meno, insomma ce ne è un po’ (poco) per tutti…

Come si comporterà il provvedimento? È presto detto:

Per chi ha una busta paga di 718,00 euro netti mensili il bonus equivale a 39,40 euro al mese e cioè 315,00 euro in più all’anno.

48,10 euro in più al mese invece per chi prende ad esempio 836,00 euro al mese e cioè 385,00 euro netti per l’anno 2014.

Per chi guadagna 1.063,00 euro al mese il bonus ammonta a 65,60 euro mensili e quindi 525,00 euro per quest’anno.

Per chi invece guadagna tra i 1.200,00 euro ai 1.609,00 euro al mese, ad esempio, vedrà riconoscersi un bonus pari a 80,00 euro al mese.

Oltre i 1.773,00 euro mensili, il bonus viene azzerato. Come detto prima restano fuori dal gettito positivo, coloro che sono stati definiti “incapienti” e cioè quelli che guadagnano meno di 8.000,00 euro netti all’anno. Per loro, il Governo, dovrebbe occuparsene nei prossimi mesi… comunque gli incapienti già non pagano tasse per cui il bonus è difficile da far applicare… che geni dell’economia e finanza!!!

Direi che l’equità sociale con questo provvedimento anche alla luce delle valutazioni dell’ISTAT è andata a farsi fottere.

Ma cosa dice l’ISTAT?

Lo scorso 15 aprile è stato diffusa l’audizione del presidente Golini alle Commissioni riunite

V Commissione “Bilancio, tesoro e programmazione” della Camera dei Deputati e

V Commissione “Programmazione economica, bilancio” del Senato della Repubblica

Con le sue valutazioni al Documento di Economia e Finanza, in particolare sono state rese note le valutazioni sull’impatto che avrà il provvedimento degli “80 euro” sull’economia nazionale.

Il Documento di economia e finanza 2014 prevede una rimodulazione delle

detrazioni Irpef sul lavoro dipendente per le fasce più basse di reddito

(reddito lordo fino a 25 mila euro) e una riduzione dell’Irap per le imprese. La

valutazione degli effetti distributivi dei provvedimenti di revisione dell’Irpef

sulle famiglie è stata realizzata utilizzando il modello di microsimulazione

dell’Istat.

La simulazione ha richiesto delle ipotesi specifiche in merito sia alla relazione

con i provvedimenti già introdotti dalla Legge di stabilità sia alla

linearizzazione delle detrazioni per fasce di reddito. L’ipotesi di simulazione

adottata armonizza le nuove detrazioni proposte per il maggio 2014 con

quelle già in vigore dal gennaio 2014. Gli effetti distributivi sulle famiglie sono

stati valutati con riferimento all’impatto annualizzato del provvedimento. Gli

effetti nel 2014 saranno pari ad una frazione di tale importo, circa due terzi

(pari a circa 7 miliardi di euro), per effetto dell’introduzione del

provvedimento a partire dal mese di maggio.

Nel complesso si stima un beneficio netto effettivo annuale sotto forma di

minore imposta netta pari a circa 11,3 miliardi di euro. Di questi, circa 1,8

miliardi di euro sono l’effetto aggregato delle variazioni già approvate con la

precedente Legge di stabilità, mentre circa 10 miliardi di euro sono riferiti

alle nuove misure previste nel DEF 2014.

Il beneficio relativo della revisione Irpef, misurato come minore imposta in

rapporto al reddito della famiglia di appartenenza dei beneficiari, passa dal

3,4% del quinto di reddito più povero (ottenuto ordinando le famiglie in base

al reddito equivalente e dividendole in cinque gruppi di pari numerosità) allo 

0,7% del quinto di reddito più ricco. In valore assoluto, il guadagno medio

annuo per beneficiario è pari a 714 euro per le famiglie più povere del primo

quinto, 796 euro per le famiglie del secondo, 768 euro per quelle del terzo

quinto, 696 per quelle del quarto quinto e 451 per le famiglie più ricche.

Inoltre, soltanto il 9,5% della spesa totale per il provvedimento viene erogato

alle famiglie appartenenti al quinto di reddito più povero anche per effetto

della presenza di incapienti nelle famiglie del quinto più povero. Più della

metà della spesa totale viene assegnata a individui in famiglie appartenenti al

terzo e quarto quinto, con redditi equivalenti medi e medio-alti. I beneficiari

costituiscono il 39% circa degli individui appartenenti ai due quinti più ricchi

e solo il 12,3% di quelli del quinto più povero.

La percentuale di beneficiari risulta maggiore fra le famiglie con figli adulti

rispetto a quelle con figli minori, sia nel caso delle coppie che per famiglie

con un solo genitore. Questo risultato dipende dalla presenza in famiglia di

figli adulti che risultano occupati dipendenti.

Tra le famiglie con figli minori, la percentuale di beneficiari e il beneficio

medio è maggiore fra le famiglie con un solo figlio minore rispetto a quelle

con due o tre figli minori.

Nel complesso, le nuove detrazioni Irpef fanno registrare una variazione

contenuta della diseguaglianza economica misurata dagli indici di

concentrazione, progressività e redistribuzione del reddito. L’indice di Gini

(che aumenta al crescere delle diseguaglianza) passerebbe dal 30,6% al 30,4,

segnalando un lieve miglioramento in termini di equità.

Le nuove detrazioni avrebbero inoltre un effetto di riduzione della

percentuale di individui a rischio di povertà relativa, con un calo

dell’incidenza pari a quasi un punto percentuale. Il maggiore beneficio si

registrerebbe per gli individui residenti nelle regioni del Sud.

 

Per inciso gli 80 euro dati al Sud valgono un po’ di più rispetto agli 80 euro goduti nelle regioni del nord.

Inoltre aggiungiamo che il reperimento delle coperture di bilancio sta facendo impazzire gli addetti ai lavori e a quanto sembra di capire per metà delle cifre necessarie aumenteranno le accise sui carburanti e sul tabacco… quindi la solita truffa legalizzata anche perchè gli 80 euro sono presto spesi anche dagli incapienti che non ne hanno minimamente beneficiato.

Grazie Matteo! La mi nonna l’era più capace.

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3 comments

  1. Io sono disoccupato, quindi gli 80 euro (LOL) li vedo con il binocolo.
    In compenso gli eventuali aumenti (per fortuna non ho vizi…) toccheranno anche me.

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