Perché usare le scuole per i seggi elettorali?

Immagine

Non se ne può davvero più!! Ogni volta che c’è un’elezione, amministrativa, politica o un referendum i nostri figli sono sbattuti fuori dal luogo che per loro rappresenta il sapere: la scuola, come se fosse una cosa secondaria e non necessaria.

In ogni comune esistono tanti spazi di uso comune: sale riunioni, auditorium, palestre, piazze, caserme eppure…; non è che per forza si debba arrivare alle votazioni solo on line ma neanche ci provano!

Tra l’altro con l’instabilità che contraddistingue il nostro paese comporta che si vada a votare ogni tre per due.

Addirittura in passato è capitato che in caso di eventi contigui ma non coincidenti chiudessero le scuole per più periodi senza accorpamento di date, anche perché i partiti politici per primi sono i nemici di quell’election day  che almeno dal punto di vista economico dovrebbe rappresentare un po’ di cultura illuminata. Dei bambini che rappresentano gli ultimi a cui si pensa, naturalmente non frega niente a nessuno.

La maggior parte delle scuole prescelte inoltre sono quelle primarie (le elementari per intenderci) ovvero dove i bambini hanno dai 6 ai 10 anni; avessero scelto almeno le Secondarie Superiori… a 14 anni a casa da solo ci puoi anche stare, anzi ci vuoi stare! Almeno avessero scelto un periodo lontano dalle lezioni, in fin dei conti le elementari stanno in ferie tre mesi d’estate.

A domanda i politici rispondono: tanto possono stare a casa con mammà o con nonnà!! Bella roba che sono i nostri politici, le famiglie devono arrivare dove lo stato non arriva, come sempre!!

Comunque si ritorna alla concezione figlia della cultura anni 50/60: in famiglia lavora uno solo e l’altro può occuparsi dei figli. Finché continueremo a ragionare così non andremo mai da nessuna parte! Sempre a sottintendere che tra i genitori uno (il padre) è adatto a lavorare mentre l’altro (la madre) è adatto a stare coi figli.

Mi piacerebbe proprio sapere dove potrebbero stare i figli quando le scuole chiudono se i genitori lavorano tutti e due e magari i nonni sono lontani o non ci sono più? Ovviamente in qualche posto molto costoso, oppure uno dei due deve stare a casa, erodendo permessi e ferie. Abbiamo bisogno di un nuovo welfare, abbiamo bisogno di una riforma del sistema scolastico educativo; abbiamo bisogno di tante cose.

Annunci

5 comments

  1. Abbiamo bisogno di uno stato diverso… guardo l’Austria, mica è tanto lontana, eppure la gestione dei figli, in Austria, è completamente organizzata in favore delle famiglie.
    Qua in Italia, se hai un figlio è un problema tuo. Non ti dico i salti mortali che faccio io…

    • purtroppo i governanti si riempiono la bocca di buoni propositi sulla scuola tuttavia dopo si traducono in false speranze per i nostri figli e per il corpo docente sempre bistrattato. se pensiamo a tutto il welfare necessario per le famiglie c’è da piangere

  2. Si usano gli edifici delle scuole elementari perché sono gli unici spazi pubblici molto grandi presenti in ogni comune. Invece palestre, caserme, edifici per le riunioni non ci sono in tutti i comuni. Quindi gli edifici delle elementari sono i più adatti e basta, la scelta ricade su essi per una questione logistica e pratica; non c’è nessuna congiura contro i bambini, si tranquillizzi. 🙂

    • Le norme (D.P.R. 30 marzo 1957, n 361 e successive modifiche – ART. 42) che disciplinano le consultazioni elettorali sono abbastanza vaghe, e l’unica richiesta è che i locali abbiano una sola porta d’ingresso aperta al pubblico «salva la possibilità di assicurare un accesso separato alle donne» (oddio!!) e che possano contenere sia il tavolo della presidenza che quattro cabine elettorali, di cui una accessibile su carrozzina. Quindi servono due-cinque stanze, con un solo corridoio che conduca ad esse, non troppo piccole, accessibili con la carrozzina — sembra anche (ma non trovo il riferimento normativo) che la struttura debba essere pubblica. Comunque la competenza di individuare i locali spetta ai comuni.

      Purtroppo, l’obbligo di avere al più quattro cabine per sala di elezione impedisce di usare, come si fa in altri paesi, le palestre delle scuole. E la necessità della struttura pubblica impedisce di affittare (ma forse il problema è quello) locali acconci, ad esempio nelle parrocchie come spesso si fa negli USA, un paese che pure a differenza nostra interpreta seriamente la separazione fra stato e chiesa.

      Certamente, le scuole sono perfette dal punto di vista logistico: aule tutto sommato grandi, ben distribuite sul territorio, accessibili agli handicappati. Peccato solo che siano occupate e che due turni elettorali (per esempio in caso di ballottaggio) costino cinque giorni di scuola, costringendo gli istituti ad impazzire per raggiungere i 200 giorni minimi.

      Ma al danno si unisce la beffa: essendo meglio distribuite nei quartieri, si usano quasi esclusivamente scuole elementari e quindi le famiglie si trovano con l’enorme grattacapo: e ora i bambini dove li mettono?

      tanto per gradire un articolo dal passato:
      http://milano.corriere.it/milano/notizie/cronaca/11_aprile_27/scuole-chiuse-190519249482.shtml

      Dopo la nascita del primo figlio, il 50,4% delle donne italiane lavora (il 53,9% in Lombardia); assumendo che le percentuali non mutino significativamente nei dieci anni successivi, che il numero di figli sia indipendente dalle condizioni lavorative della madre e che le famiglie in cui il padre non lavori siano statisticamente irrilevanti (almeno in Lombardia), abbiamo che una famiglia su due si trova in difficoltà. Togliamo pure un terzo che ha a disposizione i nonni, aggiustiamo per i fratelli, e otteniamo che in una scuola elementare di dieci classi circa cinquanta famiglie dovranno pagare una baby-sitter o far prendere ferie ad un genitore per cinque giorni. Facendo una media spannometrica fra un costo minimo di 6€/ora per una baby-sitter e 80/100€ di valore di un giorno di ferie, una tornata elettorale costa 15-20mila euro per scuola!

      Ecco: io non credo che costringere così tante famiglie ad improvvisare un modo per tirare avanti una settimana sia un problema trascurabile; io non credo che aggiungere ogni anno un’ulteriore scusa per cui una mamma al lavoro non conti niente sia un problema trascurabile; e non credo neppure che perdere una settimana di lezione sia un problema trascurabile. Quindi dovrebbe essere dovere di questa classe politica cercare delle soluzioni! tipo: cambiare una norma che obbliga ad avere stanze con al massimo 4 seggi…

      È possibile che non esistano ali di uffici pubblici, dalle caserme al provveditorato agli studi, dall’università alle sedi decentrate degli assessorati, dagli uffici della Provincia agli ex comitati di quartiere che possano essere utilizzati all’uopo?

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...