Sting fa notizia ma il Signor Rossi prova vergogna e preferirebbe crepare

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Un giorno tutto questo NON sarà vostro!

Facile rilasciare determinate dichiarazioni quando non sei costretto a determinate scelte, fa notizia che uno da 200 milioni di euro dica ai suoi figli che dovranno arrangiarsi e dovranno partire da zero… Anzi strappa pure applausi e consensi anche se poi: sarà pur vero?

Invece un padre normale italiano, magari divorziato che si trova con il reddito falcidiato dalla scure di mantenimenti e mutui obbligati, da precarietà e insicurezza del futuro che arriva alla fine del mese grazie soltanto alla compagna e alla famiglia di origine che se è fortunato può permettersi di aiutarlo… come fa ad essere solidale di queste parole?

Purtroppo è da un po’ che ci penso ma mi vien da scrivere così…

 

Cari figli,

             mi sarebbe piaciuto lasciarvi qualcosa, mi sarebbe piaciuto aiutarvi nel costruire il vostro futuro, ma quello che vi lascerò, se andrà bene, sarà un bilancio in pareggio. Il che vuol dire che il risultato finale sarà pari a zero. La magra soddisfazione sarà che dovrete pure esserne felici, perché sarò riuscito a non lasciarvi debiti da pagare.

Questo ricalca la situazione economica che si è venuta a creare da dieci anni a questa parte. La cultura “del pareggio di bilancio” sta portando via non solo il nostro futuro ma come triste conseguenza soprattutto il vostro. Infatti noi non saremo in grado di aiutarvi perché lo stato non ci sta permettendo di salvare niente; non riusciamo a risparmiare niente; certamente non come hanno fatto i vostri nonni, che sono riusciti a sistemarsi in tempi molto più brevi di quelli concessi a noi e che gli hanno consentito di aiutarmi quando ne ho avuto bisogno.

Una volta il passaggio da figlio a persona adulta e consapevole era molto più veloce. L’indipendenza era alla portata di chiunque bastava coglierla. Oggi questo non è più possibile, la precarietà lavorativa che si accompagna con un drammatico ritardo dell’ingresso nel mondo del lavoro genera dei disequilibri generazionali. A 40 anni i miei genitori erano una famiglia che stava investendo per il futuro dei figli oggi a alla stessa età si chiede ancora aiuto a loro e si spera di non aver problemi.

Le cose sono cambiate drasticamente: una volta un mutuo per una casa raramente durava 20 anni, il lavoro fisso era praticamente normale, gli stipendi consentivano una vita veramente dignitosa. Le famiglie con gli anni riuscivano a migliorare la propria condizione sociale. Oggi si assiste, invece, ad una vita di sopravvivenza che sfocia nel degrado delle famiglie costrette a continui passi indietro e a svendere quel poco che i “vecchi” avevano lasciato loro. Aggiungiamo che il decadimento degli affetti, del tessuto famigliare, l’acuirsi di rivalità che sembravano dimenticate. Quando si sta bene, metti anche da parte i rancori, ma quando si mette male affili le unghie e i denti per cercare di stare meglio degli altri.

Eppure ci raccontano che dovremmo essere contenti dell’Europa unita, della moneta unica, dei 70 anni di pace… arrivo a chiedermi perché? L’Europa non è mai stata veramente unita, la moneta unica ci ha solo preso per i fondelli e ce li ha svuotati, le guerre ora non si fanno coi fucili ma con indici di borsa.

I vostri bisnonni sono stati gli ultimi ad aver vissuto una vera guerra sulle loro spalle eppure sono riuscito a sentirgli dire ”si stava meglio quando si stava peggio”; com’è possibile? È solo un luogo comune? Non credo proprio, ho parlato tante volte col mio adorato nonno e lui mi raccontava che era possibilissimo, perché la vita nonostante tutto era più semplice, c’erano meno cose, sicuramente anche meno ambizioni ma forse era più facile soddisfarsi, con meno ansia e meno puzza sotto il naso.

Purtroppo la mia generazione sarà la prima a farne le spese e a pagarne le conseguenze; saremo costretti a dirvi di no su tante cose. Saremo quelli che dovremo dirvi: se vuoi laurearti dovrai mantenerti da solo, se vuoi una casa, dovrai pagare un affitto. Sarà anche brutto che vi dica questo ma è la pura verità: dovrete arrangiarvi.

Di chi è la colpa? noi stiamo per essere distrutti dalle scelte sbagliate di governanti inconsistenti e senza palle, da legislazioni inique, da pregiudizi esasperanti, da moduli prestampati, da doveri senza buonsenso. Già, paghiamo le scelte sbagliate e la mancanza di coraggio a sistemarle.

La nostra speranza era riposta in un lavoro che magari ci avrebbe garantito una carriera o quantomeno la possibilità di renderci indipendenti, di metter su famiglia e di poter comprar casa seppur gravata di un mutuo ma che avesse una sua breve conclusione e invece siamo qui che lottiamo con prestiti bancari della durata quarantennale che estingueremo solamente quando andremo in pensione, coi tassi che salgono, con le tasse sulla casa che si moltiplicano.

Oltretutto state crescendo a vista d’occhio, tra soli 6 anni sarete maggiorenni e vorrete poter decidere del vostro futuro, verrete a fare domande e a chiedere aiuto come è lecito che sia. So già che vi sembrerò un fallito ai vostri occhi, perché non riuscirò a comprarvi una macchina, vi suggerirò di trovare un lavoro anziché studiare, vi spronerò ad andare via da questo moribondo paese… ormai senza più speranza.

Lo dico per il vostro bene! sono sicuro che una cosa che non mancherà mai sarà il bene che vi voglio, almeno quello nessuno potrà tassarlo, ridurlo o eliminarlo. Come immancabile sarà il sostegno alle scelte che farete e che avrete voluto con tutto voi stessi.

Ciao!

Papà

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