Gender is business!

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Il Gender è una questione di soldi!

Ecco l’ho detto! è tutto lì il problema. Se non ci fosse l’opportunità di farci dei bei soldi, nessuno s’interesserebbe all’argomento.

Perchè? Ovvio. Non sono certo gli insegnanti delle materie classiche a spiegare gli argomenti come: l’affettività, la parità di genere, il bullismo, l’educazione sessuale e così via… ci vogliono esperti ad hoc che arrivano dall’esterno dell’ambiente scolastico e che guarda caso nel 99% dei casi fanno parte delle associazioni per i diritti lgbt, quindi di partissima. Per cui non c’è da stupirsi se tutte queste Associazioni si siano schierate a fianco del Ministro Giannini. Hanno fiutato l’aria e hanno sentito profumo di soldi. Si son dette: se magna!!!

Naturalmente fuori della cartelletta di presentazione dei corsi che intendono tenere nelle scuole la parolina incriminata non è manco espressa, perchè il lavoro che fanno è subdolo. Usano i sistemi della propaganda (ripetere all’infinito: non esiste!!!) ma via via si arriva che sommando tutte le nozioni somministrate in tanti piccoli pezzettini ammantati di Amore, Buonismo e Parità, si riesce a formare il puzzle dell’ideologia gender .

Si leggono, inoltre, aberranti interviste (su Repubblica la presidente dell’Associazione Genitori Omosessuali) in cui sostengono che l’educazione dei figli su certi argomenti dovrebbe essere affidata allo Stato e tolta alle famiglie. Non c’è niente di più nazista! Non possiamo accettare che uno Stato utilizzi mezzi totalitari per esautorare i genitori dal diritto di educare i figli. Però, visto che ci sono “genitori” ben contenti che succeda, sarà forse che sanno di non essere dei bravi genitori?

Questo è un attacco inaccettabile alla famiglia. A tutte le forme di famiglia oserei dire. Non se ne rendono conto?

La famiglia non firma deleghe! Basta!

Ma se l’educazione è fatta meglio nella scuola che in casa, mi chiedo perchè a questo punto lasciare i bambini nelle famiglie? Lo Stato può anche prenderseli e mantenerseli. Mica ci può usare solo come albergatori o tassisti, noi genitori! (nda: è una provocazione questa frase… per chi non l’avesse capita. L’ho letta in rete e trovo che sia perfetta! ) 

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